Il Museo Nazionale del Cinema ha sede nella Mole Antonelliana di Torino, simbolo della città. Il suggestivo allestimento, progettato dallo scenografo svizzero François Confino, si snoda lungo un percorso espositivo articolato su più livelli, disposti in verticale.
I servizi di accoglienza
Al piano terra, oltre al Bookshop, al Cabiria Café e all’ ascensore panoramico, si trovano il Meeting Point e un’ area informativa dedicata alle caratteristiche dell’edificio antonelliano, fruibile anche da non vedenti. L’allestimento infatti è costituito da un modello ligneo tridimensionale della Mole e da pannelli con disegni in rilievo e scritte in Braille, che ripercorrono le varie fasi di costruzione dell’edificio. Un percorso tattile plantare Loges permette ai non vedenti l’accesso autonomo dall’esterno della Mole, mentre un pannello posto all’ingresso del Museo con pianta in rilievo indica i servizi presenti al piano di accoglienza.
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Piano + 5 – L’Archeologia del Cinema
Salendo al primo piano lungo lo scalone di accesso, s’incontra l’ Archeologia del Cinema. Il percorso espositivo consente al visitatore di fare la conoscenza e di sperimentare direttamente le varie scoperte, gli spettacoli e gli esperimenti che hanno preceduto e accompagnato le invenzioni di Edison e dei fratelli Lumière: il teatro d’ombre, la camera oscura, le scatole ottiche, le stereoscopie, le lanterne magiche, la cronofotografia, il kinetoscopio e, per finire, il cinematografo.
Lungo il corridoio perimetrale, trovano posto numerose vetrine, nelle quali sono esposti molti degli oggetti e degli apparecchi più preziosi che appartengono alle collezioni storiche del Museo. Paline informative, disposte lungo il percorso di visita e in parte corredate da touch-screen¸ consentono al visitatore di approfondire la storia e il funzionamento degli oggetti esposti. Il percorso si conclude con la proiezione di una serie di brevi filmati delle origini, realizzati dai pionieri della settima arte.
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Piano + 10 – L’Aula del Tempio
Al centro della Mole Antonelliana, si trova la grande Aula del Tempio, il cuore spettacolare del Museo. Attraversata in verticale dall’ascensore in cristallo, che sale sino al tempietto panoramico posto a 85 metri di altezza, è circondata da cappelle dedicate al culto del cinema, con suggestive scenografie che illustrano alcuni grandi temi e generi della settima arte: l’animazione, il cinema dell’assurdo, l’horror e il fantastico, il cinema degli specchi, il western, il musical, la fantascienza, il cinema sperimentale e quello familiare, i melodrammi di amore e morte, il cinema catastrofico. Le due ultime cappelle sono rispettivamente dedicate al capolavoro del cinema muto italiano, Cabiria di Giovanni Pastrone, e a Torino Città del Cinema.
Seduto sulle chaises longues, il visitatore può inoltre assistere alla proiezione di tre film proiettati sugli schermi giganti: il primo è una selezione di immagini narrative e documentarie dedicate alla grande stagione del cinema muto torinese, gli altri due sono film di montaggio realizzati da Gianni Amelio con le migliori sequenze di ballo tratte dalla storia del cinema italiano ( Ballabile in bianco e nero e Ballabile a colori). Ciascun film ha la durata di 20 minuti.
A intervalli regolari, le proiezioni si interrompono per consentire un breve e suggestivo spettacolo di son et lumière sullo sfondo della cupola.
Nell’Aula del Tempio, in occasione della donazione al Museo dell’archivio personale del regista Marco Ferreri, ha trovato posto nel 2007 il Corner Ferreri, uno spazio allestito con una scultura lignea di Marcello Ceroli, un ritratto di Ferreri realizzato dal pittore milanese Silvio Pasotti e un quadro realizzato per la scenografia dell’appartamento di Christopher Lambert nel film I Love You.
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Piano + 10 – La Rampa Piano + 25 – Cinema e Televisione
Dall’Aula del Tempio si accede infine alla rampa elicoidale che, come una pellicola cinematografica, si srotola a salire verso la cupola. Il percorso è sede delle mostre temporanee e permette di ammirare l’Aula del Tempio dall’alto in una visione spettacolare e mozzafiato.
Nell’ultimo tratto della rampa, è stato collocato il breve percorso dedicato a Cinema e Televisione (Piano + 25), inaugurato nel 2004 in occasione della manifestazione “Luci del teleschermo. Cinquant’anni di televisione italiana”.
Sei ‘alcove’ ricreano un ambiente familiare tipico delle diverse epoche nel corso delle quali si è prodotta una trasformazione nell’uso e nel consumo delle immagini sotto la spinta dell’evoluzione tecnologica della TV: una cucina anni ’50, un salottino anni ’60, una living room anni ’80-’90, un home cinema dall’aspetto vagamente futuribile. Sugli schermi televisivi, che cambiano di forma e di dimensioni - dalla piccola scatola in legno delle origini al plasma in 16/9 di oggi - brevi montaggi ripropongono le immagini dei film che hanno caratterizzato mezzo secolo di cinema prodotto dalla televisione, ma anche l’evoluzione dei linguaggi e della loro fruizione casalinga. Fanno eccezione la prima alcova, che introduce il visitatore a questo viaggio nel tempo, e l’ultima, che invita alla riflessione sul futuro della televisione.
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Piano + 15 – La Macchina del Cinema
Con un ascensore, si sale al livello della Macchina del Cinema, l’area espositiva dedicata alle diverse componenti dell’industria del film e alle fasi di realizzazione di un’opera cinematografica: gli studi di produzione, la regia, la sceneggiatura, gli attori e lo star-system, i costumi di scena, la scenografia, gli storyboard, la sala cinematografica. Inattesi allestimenti scenografici, documenti di produzione, oggetti di scena, fotografie, bozzetti e montaggi di celebri sequenze, accompagnano il visitatore in un percorso che dall’ideazione conduce alla produzione e alla distribuzione di un film.
Un breve percorso didattico, appositamente realizzato da Davide Ferrario per il Museo del Cinema, introduce il visitatore ai segreti della fabbricazione di un film e alla scoperta degli elementi del linguaggio cinematografico: le riprese, l’illuminazione, il montaggio, il sonoro, gli effetti speciali. Infine, tre alcove esemplificano in un percorso interattivo l’evoluzione degli effetti speciali, dall’”effetto caduta” utilizzato da George Méliès, alla tecnica del matt painting ideata negli Anni Sessanta, sino alle inedite possibilità offerte dalla tecnologia digitale contemporanea.
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Piano + 18 – La Galleria dei Manifesti
Dalla Macchina del Cinema si accede alla Galleria dei Manifesti. Disposti come in una serie di schermi fantasmagorici e colorati, di diversa grandezza, i manifesti esposti ripercorrono la storia del cinema, i film e gli autori più rilevanti e illustrano l’evoluzione del gusto figurativo, della grafica e della cartellonistica pubblicitaria.
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